Aloe vera: usi, precisazioni e rimedi

L’Aloe vera (L.) Burm. (sinonimo Aloe barbadensis Miller) è una pianta con fiori gialli e dalle caratteristiche foglie triangolari e succulente, da cui si ricava, dopo un taglio trasversale, il gel di aloe, ricco in polisaccaridi e in particolare di acemannano. Ha una lunga storia di utilizzo da parte di molte tradizioni mediche, dagli antichi egizi ai cinesi, dai greci agli assiri e ai romani soprattutto per l’azione cicatrizzante, ed è stata protagonista di numerose ricerche moderne riguardanti la sua attività immunomodulante e antitumorale.

Intanto il gel estratto dalla foglia di aloe è ottimo per la pelle: può dunque essere utilizzato puro per idratare la pelle del viso e del corpo tutti i giorni o localmente per contrastare le imperfezioni. Applicato prima dello shampoo, è ottimo per nutrire i capelli e renderli brillanti. In medicina tradizionale è utilizzato localmente per arrossamenti, scottature, ferite e infiammazioni in genere.

Gli studi scientifici hanno confermato che il gel è particolarmente utile per le lesioni cutanee e delle mucose.  Creme e unguenti contenenti gel di aloe sono state usate con successo in caso di herpes genitale e psoriasi, dolore associato al lichen planus orale, profilassi della mucosite orale da chemio e radioterapia e ulcere da pressione. Meno certa l’utilità in caso di dermatite, ustioni, afte orali. Sembra che il gel stimoli la rigenerazione tessutale del connettivo e attivi l’attività del sistema immunitario a livello locale, e se aggiunto a delle garze medicate favorisce la guarigione delle abrasioni della pelle.  Attenzione però: il gel ritarda la guarigione delle ferite chirurgiche.

Il gel assunto per bocca è utile in caso di disturbi infiammatori acuti dell’intestino, e sembra che possa ridurre l’assorbimento intestinale di glucosio e colesterolo alimentari.

Nonostante le tante certezze che si leggono in rete sull’utilizzo del gel come immunostimolante e per il trattamento dei tumori (tipica la “famosa” ricetta di Padre Romano Zago), va subito detto che il gel di Aloe vera e di Aloe arborescens non può al momento essere consigliato per queste applicazioni.  È vero che esistono dati promettenti, ma siamo ancora molto lontani dal poter dire che un’assunzione a dosi normali di gel possa essere utile, e non esistono studi clinici di supporto. Non rimane che aspettare e sperare nei prossimi studi.

Un problema aggiuntivo del gel è che sul mercato esistono preparati molto diversi tra loro (estratti standardizzati sull’acemannano, gel liofilizzati, succhi totali), e anche che il gel stesso è molto instabile, e dopo l’estrazione dalle foglie, se non adeguatamente protetto, si degrada velocemente perdendo molta della sua attività.  Ecco perché sul mercato sono presenti prodotti di qualità molto variabile.

D’altro canto questo problema si può in parte superare coltivando una pianta di Aloe.  Una pianta di Aloe vera, vecchia di almeno cinque anni e in salute, è un’ottima fonte di gel, che può essere estratto facilmente tagliando trasversalmente una delle foglie di base e “aprendola” poi longitudinalmente per raschiare il gel che si trova al centro della foglia stessa.

L'esperto

Marco Valussi

Ha studiato oli essenziali e aromaterapia a Londra e si è laureato in Fitoterapia presso la Middlesex University. Dal 1996 ha scritto più di 100 articoli d’informazione tecnico-scientifica su piante medicinali, oli essenziali, fitoterapia ed etnobotanica (“European Journal of Herbal Medicine”, “International journal of food sciences and nutrition”, “Nutrafoods”, “International Journal of Clinical Aromatherapy”, “International…

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