Credere nello shampoo dei miracoli? Meglio leggere attentamente l’Inci!

Chiunque, almeno per un momento, ha creduto o ha sperato che esistesse davvero lo shampoo dei miracoli, che renda le nostre chiome folte e lucenti.  Ha ragione Peter Malaise (Fatalismo, come superarlo. Leggere le etichette e infastidire il negoziante!) a dire che bisogna “mettere in imbarazzo” chi ci vende o intende venderci dei prodotti senza sapere nulla, essendo privo delle basi più comuni non dico della CHIMICA, ma almeno dei principi base della cosmetologia. In sintesi, dobbiamo preparaci a essere, sempre e comunque, controcorrente e aumentare l’attenzione sui nostri acquisti. Mettere di lato velleità fai da te, fare acquisti consapevoli e leggere l’inci. Queste righe e questi articoli servono assolutamente a questo, a essere più coscienti di prima.

Cominciamo a dare qualche contributo. Per esempio, vi siete mai chiesti com’è fatto uno shampoo? Un prodotto per l’igiene dei capelli è composto di vari “comparti”. Alcuni sono accessori e altri assolutamente indispensabili.

Gli Accessori sono il sistema conservante, i colori, i profumi e i sequestranti, che servono a far “funzionare” meglio uno shampoo. Li vedremo uno alla volta: di conservanti, colori, profumi e sequestranti, parleremo in successivi articoli perché ognuno degli argomenti merita una trattazione specifica.

Gli Indispensabili costituiscono la Base lavante, composta da tensioattivi di varia origine e i Surgrassanti, sostanze che servono a ripristinare un corretto livello di sostanza grassa sulla pelle, che risulta depauperata dall’azione della base lavante, spesso fin troppo efficace.

Adesso proviamo a prenderne alcuni singolarmente e vediamo come un formulatore può scegliere se prendere in giro i consumatori (amo definirli Ecofurbi) o se conviene cercare di agire in modo consapevole verso lo sviluppo sostenibile di questo pianeta (dato che è l’unico che abbiamo! Uno di scorta non l’abbiamo ancora trovato).

Di uno shampoo merita attenzione la struttura del sistema lavante, cioè i tensioattivi. Gli shampoo più economici sono basati su Sodium Laureth Sufate, cioè un derivato etossilato: la parolina “etossilato” la si deve leggere come “di derivazione petrolchimica”. Se anche si volesse scegliere un prodotto basato su questa sostanza è importante cercare di limitare al massimo i danni che può causare. Un buon “riduttore di aggressività” è la alchilamidopropil betaina. Le betaine appartengono al mondo dei tensioattivi anfoterici. Infatti, quando in uno shampoo è presente lo SLES (Sodium Laureth Sulfate) e parecchia Betaina, il potenziale irritativo si riduce moltissimo. Se si usano tensioattivi anionici diversi dallo SLES ma poco irritanti in partenza, è ovvio che l’aggiunta di betaine ne amplifica la delicatezza ai minimi termini. I migliori shampoo in commercio hanno proprio questa formulazione.

Un altro aspetto importante da considerare quando si sceglie un prodotto adatto all’igiene umana, è il suo potenziale surgrassante. Diciamo che le cose stanno così: detergo il mio cuoio capelluto, la mia pelle, con dei tensioattivi. Il mantello lipidico (lo strato di grasso naturale) che riveste la mia pelle ed i suoi annessi, viene completamente rimosso. Altrimenti a cosa servirebbe lavarsi?

Ma quelle sostanze che la natura ha messo lì per proteggerci, non devono essere “fatte fuori” dal lavaggio. La moderna cosmetologia ha risolto questo problema aggiungendo dei surgrassanti, cioè delle sostanze che si fissano sulla pelle e ripristinano un corretto livello di lipidi.

Ancora una volta, la cosmesi da due soldi usa dei surgrassanti pessimi. Allo stesso scopo vengono usati dei siliconi che però, oltre non aver nulla a che fare con la fisiologia umana, sono anche sostanze perfettamente NON biodegradabili. Al giorno d’oggi i cosmetici più evoluti cercano di “Surgrassare” usando sostanze normalmente presenti sulla pelle umana. In questo modo NON si disturba la normale fisiologia umana e la pelle sta bene. Se sta bene la pelle (l’organo più esteso del corpo umano) stiamo bene anche noi.

L'esperto

Fabrizio Zago

Chimico industriale, tecnico esperto della chimica amica dell’ambiente. Ha ideato il Biodizionario, guida al consumo consapevole dei cosmetici attraverso la lettura corretta dell’INCI (www.biodizionario.it). Dirige a Venezia la sua azienda Chimica HTS, con cui propone servizi di formulazione, ricerca e sviluppo. Sostenitore dell’utilizzo di molecole naturali, collabora come consulente con molte catetere di distribuzione e…

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