Detersivi fatti in casa? Fai-da-te che ti-fai-del-male

Nell’epoca del fai-da-te si moltiplicano le persone che, erroneamente, pensano di prodursi detersivi in casa con grande beneficio. Questo non è vero per molti motivi. Intanto perché non c’è una reale convenienza economica. Un esempio? Il percarbonato si vende via internet a ben 5-6 euro al kg. Inoltre, moltissimi prodotti proprio non si possono realizzare in casa: occorre infatti uno stabilimento attrezzato. Infine, le materie prime che si usano, o che si dovrebbero usare, potrebbero essere caustiche, infiammabili, allergizzanti. Insomma non possono essere usate senza precauzioni.

Ci sono poi delle pratiche adottate che sono veramente e definitivamente pericolose.

Ecco invece gli errori più comuni:

  • Usare un disincrostante per WC (acido) e contemporaneamente disinfettare con candeggina: si formerà così il Cloro Gas che è semplicemente pericolosissimo. In alcuni casi letale.
  • Lavare il lavello inox a mani nude con l’aceto. L’aceto intacca l’acciaio, si può liberare nichel che finisce sulle mani sensibilizzando la persona.
  • Lavare i vetro con le finestre chiuse. Spruzzando il prodotto, si formano milioni di goccioline che vengono respirate.
  • Non usare un ammorbidente ecologico. I tessuti sono carichi di alcalinità apportata dal detersivo con cui sono stati lavati. Senza ristabilire il giusto pH, il più vicino possibile a quello della pelle, si rischiano dermatiti e scompensi vari.
  • Usare le Noci del Sapone (Sapindus Mukorossi) che non lavano, ingrigiscono la biancheria e contengono saponina, tossica per gli organismi acquatici.
  • Le palle di plastica che dovrebbero lavare senza detersivo, sono una bufala! Non lavano nulla (ma costano molto).
  • I “Microrganismi Efficaci” sono effettivamente molto efficaci per riempire le tasche di chi li vende ma come potere lavante lasciano molto a desiderare. Molte ricerche, compresa una puntuale di Altroconsumo, lo conferma.

Chissà quanti incidenti domestici e quante fregature in meno ci sarebbero, se solo si seguissero queste piccole indicazioni.

Per chi proprio non resiste, ci sono alcune cose semplici da poter fare perché non comportano rischi particolari. Facciamo l’esempio della pulizia dei sanitari, in ceramica e marmo.

I residui di sapone sul lavello, l’acqua stagnante e il calcare sono un ottimo terreno di cultura dei batteri. Un normale livello d’igiene prevede una semplice pulizia dei sanitari senza dover utilizzare prodotti molto costosi e di grande impatto sull’ambiente.

Ecco come fare: in un contenitore si mescola mezzo cucchiaio di detersivo per i piatti ecologico con tre cucchiai di bicarbonato di sodio e uno di glicerina. Poi si aggiunge acqua piano piano. Il composto è così perfetto per detergere i lavelli, il piano della doccia, la vasca da bagno e il resto. La soluzione che si forma non ha bisogno di particolari accorgimenti e può essere conservata per molte settimane.

L'esperto

Fabrizio Zago

Chimico industriale, tecnico esperto della chimica amica dell’ambiente. Ha ideato il Biodizionario, guida al consumo consapevole dei cosmetici attraverso la lettura corretta dell’INCI (www.biodizionario.it). Dirige a Venezia la sua azienda Chimica HTS, con cui propone servizi di formulazione, ricerca e sviluppo. Sostenitore dell’utilizzo di molecole naturali, collabora come consulente con molte catetere di distribuzione e…

Log in with your credentials

Forgot your details?