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Qui abbiamo raccolto le nostre risposte alle domande che ci arrivano più di frequente, ma col vostro aiuto vorremmo far crescere questa pagina per un’informazione sempre più completa e trasparente. Ecco perché vi invitiamo a scriverci sul form nella sezione “contatti” e sulla nostra pagina Facebook!


Per non pesare sulle tasche dei consumatori. Oggi non siamo ancora riusciti a trovare la plastica riciclata al 100% a costi accessibili e soddisfacenti per tenuta, aspetto e odore. Può sembrare un controsenso, ma nel riciclare la plastica i materiali sono sottoposti a processi di selezione e combustione, che oltre emettere CO2 nell’ambiente e quindi inquinare (da qui la necessità di calcolare l’impatto generale del processo di riciclo), lasciano anche uno sgradevole odore di bruciato sui flaconi derivanti, che può entrare in contrasto con i profumi utilizzati nei nostri prodotti e compromettere la gradevolezza degli stessi. Siamo alla costante ricerca di plastiche riciclate prive di questi difetti e di derivazione vegetale, sempre nel rispetto dell’equilibrio tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale.

SkinEco è l’Associazione Internazionale di Ecodermatologia, che valuta attraverso test di tossicità cutanea (test NRU) i prodotti  affinché siano sicuri sulla pelle, efficaci, gradevoli e sostenibili per l’ambiente. Per la prima volta SkinEco ha esteso le proprie linee guida anche al settore detergenza riconoscendo i prodotti Winni’s per la cura della casa e per il bucato come Ecodermocompatibili. Non tutti i prodotti Winni’s hanno però il logo SkinEco ma solo quelli che entrano in contatto diretto con la pelle e quindi per i quali esiste un protocollo definito.

Non ci piace utilizzare la parola “ecologico”, in quanto esistono molte definizioni e spesso in contrasto tra loro. A noi piace essere chiari e trasparenti. Quindi preferiamo definirci a basso impatto ambientale, sulla base dei principi di sostenibilità ambientale e sociale.

La biodegradabilità è la capacità di un ­­­­­­elemento di decomporsi e diventare così innocuo una volta rilasciato nell’ambiente. Questo avviene attraverso microrganismi naturali. I nostri prodotti finiti e le materie prime che li compongono sono rapidamente e completamente decomponibili nell’ambiente e quindi biodegradabili. Eseguiamo scrupolosi  test a supporto, vedi principi di sostenibilità ambientale e sociale.

Per legge i prodotti finiti non sono testabili sugli animali. Inoltre richiediamo a tutti i nostri fornitori gli attestati in cui si dichiara responsabilmente e ufficialmente di non effettuare test su animali (con le nostre materie prime). Esistono molte certificazioni e tutte hanno un costo. Abbiamo sposato una linea etica che è in linea con i principi espressi da Vegan OK, una certificazione seria e accreditata. Questo non significa che non ne esistano altre altrettanto valide, ad esempio la LAV, che tuttavia comporterebbe ulteriori costi che andrebbero contro il principio di sostenibilità economica Winni’s.

Fino a poco tempo fa per tutelare la sicurezza del consumatore non esistevano metodi alternativi ai test su animali. Quindi in passato i fornitori di materie prime Winni’s hanno utilizzato questo tipo di test. Essendo i dati sui vecchi test sopra citati ancora disponibili, per legge devono essere riportati sulle schede di sicurezza dei prodotti, così come si può verificare nel Regolamento (UE) 2015/830. Il nostro impegno verso l’ambiente ci ha portato a selezionare nel tempo esclusivamente fornitori in grado di offrire i dati di sicurezza richiesti dalla legge, attraverso lo strumento dei test alternativi in vitro e quindi senza il coinvolgimento alcuno degli animali.

Non scendiamo a compromessi utilizzando certificazioni che, nonostante siano riconosciute e accreditate a livello internazionale, non crediamo corrispondano al livello di rispetto ambientale dei nostri prodotti. Lavoriamo con rigidi principi autoimposti a garanzia del nostro impegno ambientale e della trasparenza nei confronti di terzi. Per la nostra linea Personal Care Winni’s Naturel abbiamo scelto di aderire al disciplinare ICEA, il quale certifica che gli ingredienti dei prodotti accreditati siano puri, dermocompatibili, non allergizzanti o irritanti e che i processi produttivi rispettino la salute dell’ambiente e dell’uomo. Inoltre la certificazione ICEA assicura che vengano utilizzate materie prime da agricoltura biologica e non siano presenti sostanze considerate a rischio quali allergizzanti o irritanti.

Assocasa (Associazione nazionale detergenti e specialità per l’industria e per la casa)  ha prodotto un dettagliato studio sull’impatto ambientale di diverse filiere del detersivo: quello confezionato e quello sfuso. Il metodo utilizzato è il Life Cycle Assessment, una tecnica ideata per valutare i potenziali impatti associati a un processo/prodotto inteso come sistema: ovvero l’impatto di tutto il suo ciclo vitale, non solo il modo e il tempo che serve per produrlo e per smaltire i residui, ma anche altri fattori meno evidenti, come i chilometri effettuati per arrivare a destinazione, il numero di volte in cui la confezione viene riutilizzata, la produzione di flaconi vuoti e di cisterne per il trasporto, la distribuzione di cisterne piene e il ritiro di quelle vuote, lo smaltimento dei contenitori dopo il ciclo di utilizzo previsto.

Per quanto riguarda il consumo di energia, il flacone riutilizzabile (in genere di plastica più spessa) deve venire riusato almeno 3 volte per non inquinare più di quello usa e getta. Se invece il flacone monouso è in materiale riciclato al 100%, allora il flacone refill (così viene chiamato quello da riempire con il prodotto sfuso) deve venire riutilizzato 6 volte per un impatto decisamente vantaggioso per l’ambiente.

C’è poi da considerare il fattore distanza: man mano che il sito del distributore si allontana, sia dal consumatore che dall’azienda produttrice, l’impatto del sistema refill aumenta. A 1.000 km, sono necessari 10 riusi del flacone affinché sia vantaggioso il refill. E poiché i produttori in genere sono al Nord, lo sfuso al Sud non è conveniente per l’ambiente e, in effetti, è molto meno diffuso.

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