La cura della pelle in gravidanza: consigli e accorgimenti

La gravidanza induce numerose modifiche in una donna. Per quanto sia sicuramente un momento di grande soddisfazione e gioia, si ha la chiara consapevolezza di andare incontro a una serie d’importanti e visibili cambiamenti. Gran parte dell’attenzione si concentra sul corpo e anche quando si parla di pelle, il pensiero principale è rivolto ai possibili effetti derivanti dall’aumento di peso corporeo. Di qui il proliferare di prodotti destinati a prevenire quelle che rappresentano il nemico numero uno della donna incinta: le smagliature. Anche la pelle del viso e i capelli, in questo arco di tempo subiscono profonde trasformazioni, legate sostanzialmente  alle variazioni degli equilibri ormonali.  Infatti, durante i primi tre mesi è possibile che tendano a diventare più grassi per effetto del progesterone, ormone prodotto dal corpo luteo, ovvero l’”involucro” residuo dell’ovulo fecondato, che, in attesa che si formi la placenta, svolge un ruolo importantissimo nella tutela dell’embrione. Nella fase successiva, quando si è formata la placenta, si assiste a una produzione maggiore di estrogeno, responsabile di un vero e proprio “stato di grazia” per pelle e capelli, che si normalizzano e acquistano luminosità e vigore, specialmente se si ha la pelle grassa. Se, al contrario, si ha di base la pelle secca, questa condizione, accentuandosi, può dar vita a un sintomo molto comune in gravidanza: il prurito. Una piena consapevolezza dei meccanismi che hanno luogo nel proprio corpo consente di intervenire in maniera mirata, tutelando al contempo la salute del bambino. Imparare a riconoscere gli ingredienti dannosi contenuti talvolta nei cosmetici diviene fondamentale; spesso, purtroppo, la composizione dei prodotti cosmetici risulta pasticciata e di difficile interpretazione. Così anche se i principi attivi utilizzati sono adeguati, la loro percentuale può risultare  scarsa o addirittura inesistente, a vantaggio di veicoli davvero poco affini alla pelle come petrolati, siliconi, parabeni e tante altre molecole che non vorremmo davvero più trovare nella cosmesi routinaria, specie di una futura mamma. La scelta di prodotti Ecodermocompatibili diventa necessaria e fondamentale per andare incontro a una pelle che può perdere in elasticità e compattezza.

La mossa vincente per garantire un equilibrio ottimale della pelle  è assicurarle una buona idratazione  e per questo sono da preferire i grassi vegetali (come il burro di karité, l’olio di germe di riso o anche l’olio di cotone, canapa o argan) o da sintesi chimica (green chemistry: colesterolo, ceramidi), gli unici in grado di potenziare le reali risorse della pelle. Questo perché lo strato corneo, la parte più esterna dell’epidermide, è formato da tanti “mattoncini” tenuti insieme dal cosiddetto film idrolipidico, costituito, appunto, da grassi. Se il “cemento” si danneggia, i mattoncini perdono in coesione e la pelle si sciupa, perdendo acqua. Quindi per mantenere un buon livello d’idratazione, bisogna “ungerla”. L’equilibrio esterno conservato, tutelerà anche gli strati profondi della pelle (il Derma) garantendo l’elasticità e il tono.

Anche il make up  merita una particolare attenzione in fatto di qualità, vista l’alta incidenza che ha nella vita delle donne e che non deve venir meno solo perché si è in attesa. Una ricerca scientifica ha dimostrato che una donna mangia circa due kg di rossetto nell’arco della sua vita. Il dato acquista particolare rilevanza, soprattutto in virtù del fatto che molte sostanze possono essere veicolate dalla pelle altrove. Un esempio? Il triclosan, antibatterico presente in numerosi detergenti e potenzialmente cancerogeno, è stato ritrovato anche nel latte materno… La consapevolezza sempre più diffusa dei rischi legati all’uso di cosmetici inadeguati influenza in misura crescente le scelte delle case produttrici: oggi, per fortuna, sono sempre più numerose le aziende cosmetiche che abbracciano il principio di precauzione. Le etichette di un prodotto tendono a mettere in evidenza l’assenza di sostanze potenzialmente nocive per la salute. Per fortuna, la nuova normativa ha finalmente bandito una serie di componenti dai cosmetici (antibatterici, conservanti pericolosi, alcuni siliconi, parabeni)  e di questo siamo molto contenti, anche se ancora c’è molto da fare, per le donne in gravidanza e non solo!

Un ultimo richiamo a quella consuetudine che tanto riguarda le donne, anche se i loro capelli non sono bianchi: la tintura. In gravidanza ci si chiede se la si può effettuare senza rischi. In questo caso, un pizzico di cautela non guasta, pur senza eccedere in allarmismi. Intanto, non esistono tinture pienamente naturali: per quanto sia possibile omettere alcune sostanze nocive, la tintura resta il frutto di un processo chimico. Per far aprire la squama del capello è necessario che venga utilizzata acqua ossigenata; per farla richiudere dopo la colorazione, invece, sono richieste altre molecole. In commercio, tuttavia, sono disponibili prodotti senza ammoniaca e privi delle sostanze maggiormente tossiche (resorcina, siliconi, parabeni, PPD). Con l’uso di dovuti accorgimenti, dunque, è possibile tingersi i capelli. Se proprio si vuole essere super prudenti, si può ricorrere ai colpi di sole, che colorano soltanto il fusto dei capelli, senza arrivare al cuoio capelluto. Mantenere un peso equilibrato permette di smaltirlo in fretta e di non rimpiangere il corpo di “prima”. E poi, bisogna godersi il proprio stato, bearsi della consapevolezza che si sta donando la vita a un altro essere: questo privilegio è solo delle donne!

L'esperto

Pucci Romano

Napoletana di origini, vive e lavora a Roma. Laureata in Medicina e Chirurgia, è specializzata inDermatologia. È docente di Cosmetologia Medica presso l’Università Cattolica di Roma ed esercita la libera professione come Dermatologo Clinico. Oltre all’attenzione per la Dermatologica classica, da oltre 20 anni, si occupa di anche di Cosmetologia e di Eco-Dermatologia. Insieme a…

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