La Skincare dei bimbi: falsi miti, consigli e verità

La paidocosmesi, (dal greco, Pais Paidos, vuol dire bambino) ovvero l’insieme dei cosmetici dedicati ai bambini, rappresenta un settore commerciale molto attivo e in continua espansione.

Basti pensare che muove un fatturato annuo di circa 80 milioni di euro e i dati recenti danno questo valore decisamente in crescita.

Come dermatologa ma anche e soprattutto come Presidente di un’associazione, SKINECO, che, per la prima volta, si occupa di Eco-DermoCompatibilità, credo giusto dover cercare di mettere un po’ di “ordine“ nella gestione di tale consuetudine.

Per cominciare, è fondamentale avere le idee chiare su come sia strutturata la pelle di un bambino e come si comporti nei confronti di quanto le viene sopra apposto.

La cute, l’organo più grande del nostro corpo, ha una serie di funzioni molto precise da un punto di vista immunologico, reattivo, endocrinologico. Bene, queste funzioni non sono perfettamente svolte dalla cute di un bambino, che, come tutto il resto di questo piccolo organismo, è in crescita e va strutturandosi.

Inoltre, fino alla pubertà, la pelle dei bambini è fisiologicamente secca: le ghiandole sudoripare e soprattutto quelle sebacee, prenderanno a funzionare alla perfezione solo dopo la stimolazione ormonale puberale.
Questo spiega perché un bambino ha sempre un buon odore, ha i capelli che non s’ingrassano e mostra una certa secchezza in quasi tutti i distretti cutanei. Tale secchezza va rispettata.

Lavarlo troppo e male, applicare creme o fluidi che dovrebbero idratarlo, esporlo in maniera incongrua alle radiazioni solari ma anche ai filtri protettivi, fa parte di una serie di errori di gestione che si compiono fin dalla nascita di un bimbo, addirittura nel nido dell’ospedale o della clinica dove è nato.

Proprio per queste sue caratteristiche di “fragilità” e immaturità biologica, a un bambino, peraltro sano, basta una detersione giusta con detergenti delicati, che detergano per affinità nei confronti della pelle e che contengano detergenti a basso potere schiumogeno, meglio se a base di oli di derivazione vegetale.

Detto ciò, si intuisce subito che al massimo la Paidocosmesi permessa è quella che interessa la detersione. Lavare un bambino con il sapone giusto è importantissimo. Diventa fondamentale come scegliere quale acquistare. E allora ecco alcune notizie, leggermente più tecniche ma utili a diventare consumatore consapevole. Sì, perché i bambini non possono né scegliere né ribellarsi. La mamma, e perché no, anche il papà, dovranno davvero fare attenzione a tutelarli anche per quanto riguarda una consuetudine così routinaria.

Il sapone vero e proprio è costituito da acidi grassi saponificati, che hanno un pH molto elevato da 9 a 10 e, quindi molto lontano da quello della pelle sana, che corrisponde a 5,5. Per cui il classico sapone non andrebbe usato abitualmente su viso e corpo, perché tende ad asportare il naturale film idrolipidico della pelle, che la protegge dagli agenti esterni. Alcuni sostengono che la pelle sia in grado di ripristinare il corretto pH in poco tempo, altri invece ritengono che la perturbazione si protragga per parecchio tempo. Figuriamoci per la pelle di un bambino!

Meglio indirizzarsi su detergenti delicati, affini all’epidermide. I migliori sono liquidi, a base di tensioattivi (sostanze con proprietà emulsionanti, schiumogene, detergenti e solubilizzanti) di natura vegetale, presenti soprattutto nei prodotti ecologici. Poi, esistono in commercio i detergenti con l’indicazione “senza sapone”, che utilizzano un basso contenuto di tensioattivi (schiumogeni), in molti casi di origine vegetale, sono liquidi per lo più, fanno molta schiuma, hanno un pH affine a quello della pelle, si risciacquano facilmente, hanno un basso o bassissimo impatto ambientale (biodegradabilità e tossicità acquatica).

Leggiamo insieme l’etichetta.

I detergenti che puliscono per affinità e non per aggressione sono formulati in un certo modo:

  • Non devono contenere SLES o SLS (sodio lauriletere solfato e sodio lauril solfato) componenti altamente schiumogeni, privano del suo prezioso grasso naturale lo strato superficiale della pelle (strato corneo), compromettono la funzionalità di molte importanti reazioni chimiche che la pelle sana produce per mantenersi in equilibrio
  • Non devono contenere derivati del petrolio che hanno un’azione macerante e occlusiva (PARAFFINUM LIQUIDUM, PETROLATUM, CARBOMER, ACRYLATES, COPOLYMER)
  • Non devono contenere EDTA (stabilizzante chimico molto usato nei cosmetici, altamente inquinante, arricchisce di metalli pesanti l’acqua. I pesci che noi mangiamo li incamerano nel loro organismo…)
  • Non devono contenere TRICLOSAN (potente antibatterico, ma altamente irritante e allergizzante, recentemente riconosciuto come responsabile di malformazioni genetiche)

Tra i conservanti:

  • Non deve contenere nessun “cessore di formaldeide”: come IMIDAZOLIDINYL UREA, DMDM idantoina, Bronopol, né KATON (methylisothiazolinone, methylchloroisothiazolinone) o
  • BHA e BHT (questi ultimi si sono dimostrati essere dei potenziali disturbatori endocrini).

Meglio i prodotti senza profumazione o profumati con profumi che non contengano sostanze potenzialmente allergizzanti: esiste una lista di 26 potenziali allergeni presenti nelle fragranze più utilizzate, che, qualora presenti, devono esser dichiarati nella composizione in etichette.

Ottimi componenti sono i POLIDECENI, i derivati dagli zuccheri, i tensioattivi di origine vegetale.

La secchezza fisiologica del bambino va rispettata e non forzata con creme e cremine, spesso ricche di cattivi componenti. Una grande attenzione va fatta alla presenza dei SILICONI di cui le creme sono, ahimè, ricchissime… Utilizzati al posto degli emollienti vegetali nelle creme, hanno il difetto di non penetrare e non apportare alcun beneficio alla pelle. E di questo si accorge chi si applica creme siliconiche convinto di fare bene alla pelle, che invece si disidrata sempre più. Nei prodotti per capelli, per esempio, il Ciclopentasiloxane è una sostanza ad attività solvente: alla lunga disidrata e spezza i capelli. Alcuni sono sotto accusa di cancerogenicità otre ad avere zero biodegradabilità e impatto ambientale pessimo.

Insomma, ancora una volta si conferma che tutto quanto fa male alla pelle, fa male all’ambiente e viceversa. Un’ultima considerazione che riguarda il lavaggio della biancheria e dei tessuti dedicati ai bambini e non solo.

Le nuove lavatrici (tripla A) classificate come Ecologiche, hanno in pratica solo ridotto la quantità di acqua che utilizzano. Spesso, la biancheria non viene sciacquata bene e i residui di detersivi, additivi, sbiancanti, ammorbidenti e quant’altro, rimangono nelle fibre e si liberano a contatto con il calore corporeo e gli umori della pelle… Diventa così importante scegliere con la stessa cura, anche il detersivo che si userà nella quotidianità.

I bambini sono il nostro futuro, dobbiamo vigilare sulla loro salute e consegnargli il nostro pianeta e la sua manutenzione. Un compito davvero importante, da svolgere in maniera etica e sostenibile.

L'esperto

Pucci Romano

Napoletana di origini, vive e lavora a Roma. Laureata in Medicina e Chirurgia, è specializzata inDermatologia. È docente di Cosmetologia Medica presso l’Università Cattolica di Roma ed esercita la libera professione come Dermatologo Clinico. Oltre all’attenzione per la Dermatologica classica, da oltre 20 anni, si occupa di anche di Cosmetologia e di Eco-Dermatologia. Insieme a…

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