Le precauzioni non sono mai troppe!

Le precauzioni non sono mai troppe! In questa frase risiede l’insieme dei principi della detergenza e della cosmesi “etica e sostenibile”. Potrei chiudere qui questo mio intervento perché avrei detto tutto quello che c’è da sapere! Sono molti i motivi per cui ci ribelliamo a una detergenza e una cosmetica schiava della materia prima che costa poco, che fa molta schiuma, che gratifica molto ma per la quale nutriamo dei seri, e spesso assolutamente supportati, dubbi di salubrità.
La chimica “alternativa”, verde o meglio sostenibile, si basa su questo semplice concetto: “se posso conferire una determinata proprietà al mio detergente e per farlo dispongo di due sostanze DEVO scegliere quella più sicura, quella meno chiacchierata, quella su cui esistono dati scientifici incontrovertibili, tali da darci la certezza di non farci del male”.
Nel lontano 1992 a Maastricht è stato sottoscritto dai paesi della UE il Trattato che porta il nome della cittadina olandese. Noi conosciamo questo trattato perché, dovendolo rispettare, siamo chiamati a pagare più o meno tasse. Se questa operazione (pagare le tasse) può far stringere il cuore a molti lavoratori, ci si dimentica che in quel trattato viene richiesto di rispettare il “Principio di Precauzione” che così viene definito: “Con il termine principio di precauzione, o principio precauzionale, si intende una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse.”
Siccome sto scivolando verso concetti ostici è meglio se mi fermo subito dicendo che a me non interessa aspettare la soluzione della controversia scientifica. Evito di usare quella sostanza e così ho risolto alla base il problema.
Quando poi dispongo di due sostanze con la medesima funzione e prestazione ma che differiscono per la loro “certezza di salubrità”, beh allora direi che è d’obbligo scegliere la certezza, anche se dovesse costare leggermente di più.
Di esempi se ne possono fare a migliaia:

  • Per addensare una soluzione acquosa posso usare dei polimeri sintetici che possono trascinarsi dietro delle impurità pericolose, oppure posso usare delle gomme naturali da fonte rinnovabile come, ad esempio, la gomma xanthana. Io scelgo la seconda.
  • Per ripristinare il corretto livello di lipidi della pelle si può usare della Cocamide DEA che però può generare delle pericolosissime nitrosoamine. In alternativa il formulatore può impiegare del gliceril mono laurato (sempre di origine vegetale) che fa la stessa funzione ma che è anche un componente “normale” della pelle e quindi la “disturba” il meno possibile, anzi.
  • Posso tingere i capelli con i coloranti sintetici e molto pericolosi o usare le tinture a base di hennè.

Mi fermo qui per non annoiare nessuno ma ricordando, con forza, che SEMPRE si deve tenere conto del Principio di Precauzione che è il faro di ogni formulatore sostenibile.

L'esperto

Fabrizio Zago

Chimico industriale, tecnico esperto della chimica amica dell’ambiente. Ha ideato il Biodizionario, guida al consumo consapevole dei cosmetici attraverso la lettura corretta dell’INCI (www.biodizionario.it). Dirige a Venezia la sua azienda Chimica HTS, con cui propone servizi di formulazione, ricerca e sviluppo. Sostenitore dell’utilizzo di molecole naturali, collabora come consulente con molte catetere di distribuzione e…

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