L’estratto idroalcolico o tintura madre

Dopo le piante secche in taglio tisana è probabile che i preparati più comuni in erboristeria siano le tinture idroalcoliche.

Come sempre iniziamo dalle definizioni:
un estratto idroalcolico (o Tintura Madre – TM) è il risultato dell’azione a freddo di un solvente – composto da acqua ed etanolo in proporzioni variabili – su una droga vegetale essiccata o fresca, contusa o grossolanamente polverizzata. Possiamo immaginarlo, semplificando un poco, come un infuso dove al posto dell’acqua si usino acqua ed etanolo. La miscela di etanolo e acqua ha un potere estrattivo maggiore dell’acqua da sola, quindi gli estratti idroalcolici sono in genere più attivi e più concentrati delle tisane, e si conservano per molti anni. Naturalmente la scelta della percentuale alcolica dipende dal tipo di pianta utilizzata (alcune si solubilizzano bene con una percentuale elevata di etanolo, altre invece vogliono un tasso alcolico minimo) e dalla necessità di conservare l’estratto, che significa mantenersi sempre almeno al 35% di etanolo.

Tre sono i fattori che entrano in gioco nella preparazione degli estratti idroalcolici:

  1. Stato della pianta (fresca o secca)
  2. Rapporto acqua/etanolo (tasso alcolico del solvente)
  3. Rapporto solvente/pianta (concentrazione dell’estratto finale)

La scelta tra pianta fresca e pianta secca fino a pochi decenni fa quasi non si poneva: di norma le Tinture della Farmacopea Ufficiale Italiana (FU) erano sempre prodotte a partire dalla pianta secca, come era (ed è) in genere nel mondo, ma dagli anni Settanta in poi molti produttori si sono indirizzati verso l’estrazione da pianta fresca. In linea teorica questo non è un problema, anzi, ma comporta problemi tecnici piuttosto gravi. Se, infatti, estraiamo la pianta fresca, otterremo sempre anche l’acqua contenuta nella pianta (le piante ne contengono in media l’80%), e in questo modo andremo a diluire il solvente, cosa che ci porta a un dilemma bicornuto: se lasciamo le cose così avremo un solvente che se all’inizio era 50% etanolo e 50% acqua, alla fine potrebbe contenere solo il 20% di etanolo, una percentuale troppo bassa per conservare la tintura e troppo bassa per estrarre bene la pianta; oppure aggiungiamo etanolo per bilanciare l’acqua estratta dalla pianta, e mantenere la percentuale di etanolo ad un livello ottimale per l’estrazione e la conservazione, ottenendo però un estratto molto diluito (1:10 o oltre).

Per fare un esempio, le Tinture Madri sono definite come estratti idroalcolici da pianta fresca, con un rapporto tra pianta (calcolata come peso secco) ed estratto finale pari ad 1:10. Cosa significa in pratica? Che per preparare una boccetta da 50 ml di TM di camomilla abbiamo preso 25 grammi di camomilla fresca (che, una volta essiccati, pesano 5 grammi) e li abbiamo macerati in 50 grammi di acqua ed etanolo (5 x 10 = 50). Una volta filtrata i 50 ml di TM conterranno l’equivalente di 5 grammi di camomilla essiccata. E che quando assumete 50 gocce di Tintura Madre (che sono pari a circa 1,5-2 ml) state assumendo 0,15-0,2 grammi di camomilla.

Per comparazione, una Tintura da Farmacopea Italiana (F.U.) è un estratto idroalcolico da pianta secca con un rapporto tra pianta ed estratto finale pari ad 1:5. In questo caso per preparare una boccetta da 50 ml di Tintura F.U. di camomilla abbiamo preso 10 grammi di camomilla secca e li abbiamo macerati in 50 grammi di acqua ed etanolo. Quindi una boccetta da 50 ml di Tintura FU conterrà l’equivalente di 10 grammi di camomilla. E 50 gocce di FU contengono 0,3-0,4 grammi di camomilla, il doppio della TM. Sul mercato sono anche presenti tinture con rapporto 1:3, e in questo caso 50 gocce corrispondono a 0,5-0,7 grammi di pianta secca.

Conoscere la concentrazione dell’estratto finale è molto importante per il consumatore finale, che può così risalire alla quantità di pianta (e di solvente) contenuta nella dose che sta assumendo.

Facciamo un ultimo esempio pratico: vi è stato indicato di assumere 3 grammi al giorno di camomilla per un problema d’infiammazione intestinale; andando dall’erborista vi viene chiesto se preferite una tisana o degli estratti, ma il vostro medico non vi ha dato alcuna indicazione sulle quantità di estratto da assumere. Con la tabella qui sotto potete calcolare le quantità.

Taglio tisana TM FU (1:3)
3 grammi al giorno 30 ml al giorno 15 ml al giorno 10 ml al giorno
1 tazza con 1 grammo tre volte al giorno Ca. 280 gocce tre volte al giorno Ca. 140 gocce tre volte al giorno 9ca. 4 gocce tre volte al giorno

L'esperto

Marco Valussi

Ha studiato oli essenziali e aromaterapia a Londra e si è laureato in Fitoterapia presso la Middlesex University. Dal 1996 ha scritto più di 100 articoli d’informazione tecnico-scientifica su piante medicinali, oli essenziali, fitoterapia ed etnobotanica (“European Journal of Herbal Medicine”, “International journal of food sciences and nutrition”, “Nutrafoods”, “International Journal of Clinical Aromatherapy”, “International…

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