Per arrivare alle Piante officinali e medicinali

Se la fitoterapia è l’uso terapeutico delle piante, sarà il caso di districarsi tra la terminologia che viene utilizzata per parlare di queste piante. Troviamo infatti spesso citato il termine pianta officinale, oltre che pianta medicinale, droga vegetale e ultimamente anche medicinale tradizionale vegetale.  Facciamo allora un po’ di chiarezza. Per pianta officinale si intende una pianta (medicinale, aromatica e da profumo) inserita negli elenchi specifici e nelle farmacopee dei singoli paesi ed utilizzabile dalle officine farmaceutiche (da qui il termine officinale), a prescindere dal fatto che questa pianta abbia o meno proprietà di tipo medicinale. È una definizione ufficiale e procedurale, quasi burocratica direi. D’altro canto il termine pianta medicinale identifica quella pianta che contiene sostanze utilizzabili direttamente a scopo terapeutico. Questa definizione non è ufficiale o burocratica, perché mentre, a seconda delle regolamentazioni, una pianta può essere officinale in un paese e non in un altro, essa sarà sempre una pianta medicinale a prescindere dalle leggi.

Con il termine più tecnico di droga vegetale si deve invece intendere una pianta o una parte di essa (foglie, radici, corteccia, frutti, infiorescenze), conservata allo stato secco, ed impiegata per uso terapeutico come tale o per l’estrazione dei principi attivi in essa contenuta. In questo caso il termine identifica in maniera precisa la parte di pianta da usare, ed è quindi possibile avere più droghe vegetali per la stessa pianta. Ad esempio dalla cannella otteniamo sia le foglie sia la corteccia, due droghe differenti; dall’Aloe otteniamo il gel (lenitivo) e il lattice (lassativo); dall’albero di Arancio amaro ottengo le bucce (e l’olio essenziale d’arancio amaro), le foglie (e l’olio essenziale di Petitgrain Bigarade) ed i fiori, le zagare (e l’olio essenziale di Neroli); e così via. Le droghe vegetali sono l’oggetto di studio della farmacognosia.

Per finire menzioniamo il termine medicinale tradizionale vegetale. Questo termine è molto recente e deriva da una direttiva europea che definisce quei prodotti naturali (piante medicinali, droghe vegetali) che ambiscono a essere considerati dei farmaci, ma che non hanno ancora sufficienti dati per essere autorizzati attraverso le procedure già esistenti. Vista la lunga storia di utilizzo tradizionale di queste piante, è stata creata una speciale procedura di registrazione semplificata, che a tutt’oggi è stata usata solo per due prodotti, il Pelargonium sidoides e la Rhodiola rosea.

L'esperto

Marco Valussi

Ha studiato oli essenziali e aromaterapia a Londra e si è laureato in Fitoterapia presso la Middlesex University. Dal 1996 ha scritto più di 100 articoli d’informazione tecnico-scientifica su piante medicinali, oli essenziali, fitoterapia ed etnobotanica (“European Journal of Herbal Medicine”, “International journal of food sciences and nutrition”, “Nutrafoods”, “International Journal of Clinical Aromatherapy”, “International…

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