Uno sguardo su due estratti preziosi: quello di foglie di betulla e quello di seme di castagna

Stavolta parliamo di due estratti validi per un utilizzo come rimedi per la salute della pelle, l’estratto di foglie di betulla e l’estratto di seme di castagna.
La betulla (Betula pendula, B. pubescens, B. alba) è un noto albero a foglie caduche, che raggiunge i 15–30 m di altezza e predilige terreni acidi, poveri, sabbiosi o ciottolosi. L’estratto acquoso di foglie di betulla contiene flavonoidi e altri composti fenolici, come le proantocianidine polimeriche, i fenoli semplici, gli acidi fenolici e i lignani, oltre delle saponine.  Questi composti sono in genere importanti per l’attività antinfiammatoria, antiossidante, protettiva della cute e del microcircolo.
Tradizionalmente l’infuso delle foglie è stato usato sin dai tempi antichi per trattare il cuoio capelluto in caso di forfora e caduta di capelli, come aggiunta all’acqua del bagno in caso di artrite e reumatismo e altri dolori, e più in generale come rimedio astringente e tonificante della cute.
La ricerca ha riconosciuto la sua attività astringente dovuta alla presenza di tannini e ha inoltre dimostrato che, grazie alla presenza di proantocianidine e in genere di fenoli, ha attività antiossidanti e virostatiche, attività che possono contribuire a un effetto antinvecchiamento.
Si tratta quindi un estratto utile in caso di pelle invecchiata, ossidata, secca.
L’albero di castagno è invece uno degli alberi più importanti e “sfruttati” dall’uomo in Europa meridionale, in quanto fin dall’antichità è stato utilizzato per il legno e per il frutto a scopo alimentare. Gli estratti di seme di castagna (Castanea sativa) contengono principalmente polisaccaridi e piccole quantità di catechine e vari flavonoidi. Sembra che i polisaccaridi aiutino a ripristinare la barriera lipidica della cute stimolando la sintesi delle ceramidi, delle molecole lipidiche presenti in alta concentrazione nelle membrane cellulari. Oltre funzionare come elementi strutturali, regolano anche la differenziazione, la proliferazione e la morte programmata delle cellule.
L’estratto è inoltre in grado di mantenere il tasso di desquamazione della pelle al suo optimum agendo sulle desmosine, dei rari aminoacidi presenti nella matrice dell’elastina.  Si tratta quindi di un estratto utile in caso di pelle secca, desquamata e debole.

L'esperto

Marco Valussi

Ha studiato oli essenziali e aromaterapia a Londra e si è laureato in Fitoterapia presso la Middlesex University. Dal 1996 ha scritto più di 100 articoli d’informazione tecnico-scientifica su piante medicinali, oli essenziali, fitoterapia ed etnobotanica (“European Journal of Herbal Medicine”, “International journal of food sciences and nutrition”, “Nutrafoods”, “International Journal of Clinical Aromatherapy”, “International…

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