Uno stretto legame: alimentazione e salute della pelle

La pelle, l’organo più grande del nostro corpo, troppo spesso viene considerata un involucro passivo, priva di una sua vita propria, incapace di interagire con il mondo interno ed esterno all’organismo. E invece, questo organo meraviglioso, il cui mistero in toto ancora non è stato svelato, svolge un ruolo protagonista quanto tutti gli altri organi, nel tenere in ordine la salute generale di un organismo.

Sempre più spesso sentiamo dire una frase “definitiva” nella sua accezione: “Siamo quello che mangiamo” e in effetti l’equilibrio e la salute di un individuo sono molto a carico dello stile di vita che si conduce, specialmente per quanto riguarda l’alimentazione.  Anche l’organo pelle, con tutte le sue meravigliose funzioni di protezione, termoregolazione, immunologiche, neurosensoriali, risente come tutte gli altri organi del nostro corpo della qualità della nostra alimentazione.

Alimentazione ed esposizione solare, alimentazione e invecchiamento cutaneo, alimentazione e dermatiti varie (acne, psoriasi, dermatite atopica): l’attenzione è alta e i riscontri sempre più consolidati. Studi scientifici sempre più numerosi testimoniano l’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata per mantenerla bella e in salute.

Il rapporto che c’è tra il cibo e la cute, non è meno importante di quello meglio esplorato e descritto, per esempio, tra cancro e cibo, tra malattia d’organo e cibo (fegato, rene, pancreas…). In passato noi dermatologi abbiamo forse compiuto un errore, cercando di affrancare la presenza di alcune patologie cutanee dall’influenza alimentare. E questo in parte è vero: troppo spesso, alcune patologie sono state associate all’assunzione di alcuni alimenti, (pensiamo all’acne e alla demonizzazione del cioccolato o dei salumi) senza che peraltro ci fosse un’evidenza scientifica ben precisa. Così, quando si è tentata l’operazione inversa, ovvero assolvere alcuni alimenti dalla responsabilità patogenetica di alcune dermatosi, ci si è in qualche modo allontanati dalla giusta interpretazione  del legame che unisce cute e cibo.

La pelle, palcoscenico di tutta una serie di evidenze patologiche, mostra senza pietà quanto si compie in riferimento all’invecchiamento, al sovrappeso, alla malattia metabolica. Un organo interno danneggiato, rimane invisibile: tocca alla pelle, organo spia per eccellenza, raccontare cosa accade e dove accade.

Validati questi concetti, il dermatologo del terzo millennio, oltre ad avere una capacità clinica globale che gli consenta di interpretare anche i messaggi che la cute invia per segnalare disagi interni, deve acquisire grande competenza riguardo all’alimentazione corretta per il benessere della cute.

Infatti, la pelle e i suoi annessi (unghie e capelli) riflettono lo stile di vita e  le scelte alimentari. Una dieta sana e bilanciata riesce, in toto, ad aiutare l’intero organismo. Premesso che ogni essere umano è, per motivi genetici, unico e irripetibile, la “manutenzione” che si può osservare, non è da sottovalutare. Certo, anche la dieta più corretta non è – e non può essere – in grado di correggere, di far guarire tutte le dermatosi. Non può regalare a tutti, nello stesso modo, una bella pelle luminosa. Ma aiuta, indubbiamente. I cibi sono, infatti, i nostri primi “nutraceutici”, ovvero “integratori”: lo sapeva la saggezza popolare  e l’empiria di un tempo, lo conferma la scienza oggi. E nei cibi troviamo, a nostra disposizione, tutti o quasi gli elementi e le molecole che servono al corretto funzionamento dell’organismo, e alla salute della pelle.

Due nuove realtà scientifiche stanno monopolizzando l’attenzione della medicina del terzo millennio: l’Epigenetica e il Microbiota Intestinale.

Entrambe le discipline puntano l’attenzione al forte legame che sussiste tra la salute e in particolare quella della pelle e l’alimentazione. Oggi sappiamo che scegliere e privilegiare alcuni alimenti, può  addirittura influenzare il nostro Dna, favorendo o minando il suo equilibrio.

La flora intestinale di dieci milioni di batteri, condiziona il nostro benessere in maniera affascinante e incredibile: conosciamo solo una parte di queste dinamiche ma già s’intuisce quanta importanza possano avere e quanto il cibo possa condizionare il benessere di questa flora. Che a sua volta, condiziona un’altra flora: il Microbiota Cutaneo. I batteri che vivono sulla nostra pelle, se in equilibrio, favoriscono il benessere della barriera cutanea, rinforzandone le funzioni e favorendo uno dei compiti più importanti che la nostra pelle svolge: la difesa dalle aggressioni esterne (agenti atmosferici, radiazioni solari, inquinamento, cosmetici, tessuti).

Così, più di qualsiasi costosa crema, un’alimentazione adeguata può rivelarsi una grande alleata per combattere imperfezioni e inestetismi cutanei. Questo perché contribuisce a favorire un processo importantissimo: la produzione di Antiossidanti.  E gli alimenti (alcuni in particolare) hanno in sé la capacità antiossidante, ovvero sono in grado di combattere i terribili radicali liberi. Questa qualità si esprime attraverso un indice scientificamente riconosciuto: ORAC, ovvero Oxigen  Radical Adsorbance Capacity.

Le nuove acquisizioni scientifiche attribuiscono al fenomeno infiammatorio la prima tappa di quasi tutte le patologie, dalla più banale al cancro, ma anche all’invecchiamento cutaneo.

L’azione antiossidante di una sostanza, sempre alla luce della più recente letteratura scientifica, favorisce quindi un’azione anti-infiammatoria. Pertanto, se noi favoriamo e privilegiamo, anche e soprattutto con la dieta, l’attività antiossidante, rendiamo possibile quest’azione anti-infiammatoria dove necessita. L’infiammazione della pelle, in generale, comporta un danno a carico della barriera, con conseguente alterazione di tutti processi fisiologici che normalmente si compiono.

Facciamo qualche esempio.

In chi soffre di alcune patologie cutanee, come la Psoriasi o la Dermatite Atopica, oggi si sa che c’è un deficit di Grassi Polinsaturi, i famosi Omega 3/6/9 di cui per esempio è ricco il pesce azzurro. La loro presenza nella dieta abituale migliora la secchezza della pelle.

Vediamo un po’ quali alimenti contengono maggiormente gli Antiossidanti: soprattutto il mondo vegetale (frutta e verdura), il sopracitato pesce (specialmente quello azzurro), i cereali complessi e integrali, i legumi, i grassi vegetali insaturi (olio extravergine di oliva).

Numerose ricerche hanno evidenziato che il quantitativo minimo di ORAC da assumere ogni giorno è pari almeno a  2mila unità.

Alimentazione ricca in antiossidanti conduce al concetto di Dieta Mediterranea! Non è un caso che il nostro stile alimentare sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Se ne accorse un Fisiologo americano, Ancel Keys che viveva in un paesino del Cilento, Pioppi, dove i centenari erano in tanti e le malattie cardiovascolari, ma anche il cancro, erano quasi assenti. Cereali integrali, verdura, frutta, pesce “umile” (quello azzurro in particolare, come le sardine), pochissima carne (solo la domenica e non tutte le settimane): questa l’alimentazione a Pioppi.

Nonna Maria, la mia amata nonna, scomparsa a 92 anni, di prima mattina mangiava “salato”: pane di segale e pomodoro. Durante la giornata, la sua dieta abituale era fatta di un piatto di pasta condita con il pomodoro “schiacciato” (a crudo), una verdura ripassata e di stagione!  Andava pazza per il baccalà e lo stoccafisso; un po’ di formaggio ogni tanto. Il tutto diviso tra pranzo e cena. Non disdegnava un buon bicchiere di vino, meglio rosso. Aveva sempre in tasca qualche gheriglio di noce o qualche mandorla o nocciola, ci faceva merenda.

La sua pelle era morbida e compatta. I suoi capelli bianchi, erano folti e corposi, li pettinava in una lunga treccia che poi annodava sul vertice del capo. “Profumava” sempre un po’ di cipolla (ne mangiava davvero tanta!) che, insieme al talco che usava regolarmente, erano il suo particolare odore.

Lei non aveva titoli di studi speciali, ma “sapeva” cosa le faceva bene. E poi, la domenica, il profumo del ragù con la carne di manzo e di maiale, rosolata nello strutto, si spandeva fin dalle prime ore del mattino. Pane e salsa era per noi bambini lo spuntino prima d andare a messa. A pranzo, abbuffata! Fritti, insaccati, dolci. Ecco compiersi un altro miracolo empirico, riconosciuto oggi dalla scienza: l’Ormesi, ovvero un piccolo danno inflitto all’organismo, genera un beneficio superiore al danno.

Questo per dire che nessun integralismo va perseguito, neanche nell’alimentarsi, e, se ogni tanto, ci si concedono degli strappi alla regola, non può che farci bene!

Ecco dei consigli basilari: cuocere poco gli alimenti; preferire il pesce alla carne; limitare l’alcool preferendo il vino rosso a quello bianco; usare molte spezie ed erbe aromatiche; condire possibilmente “a crudo” con Olio extra vergine di oliva.

Costruire un’alimentazione quotidiana privilegiando questi alimenti:

Tabella con gli alimenti a più alto contenuto di ORAC

Valori in Orac espressi per 100 grammi di prodotto.

 

FRUTTA FRESCA

Prugne nere: 7.581

More: 5.905

Lamponi: 5.065

Mirtilli: 4.669

Melagrana: 4.479

Fragole: 4.302

Ciliegie: 3.747

Mele con la buccia: 3.049

Arance: 2.103

Pesche: 1.922

 

FRUTTA SECCA:

Noci: 13.541

Nocciole: 9.645

Pistacchi: 7.675

Mandorle: 4.454

 

VERDURE E ORTAGGI

Carciofi: 9.416

Aglio: 508

Cavolo rosso bollito: 3.145

Insalata rossa: 2.426

Broccoli bolliti: 2.160

Cavolo nero bollito: 1.773

Ravanelli: 1750

Asparagi cotti: 1.644

Lattuga: 1.532

Cipolla rossa cruda: 1.521

 

SPEZIE ED ERBE AROMATICHE

Chiodi di garofano: 290.283

Cumino: 50.372

Pepe nero: 34.053

Salvia: 32.004

Timo: 27.426

Maggiorana: 27.297

Origano: 13.970

Coriandolo: 5.141

Basilico: 4.805

L'esperto

Pucci Romano

Napoletana di origini, vive e lavora a Roma. Laureata in Medicina e Chirurgia, è specializzata inDermatologia. È docente di Cosmetologia Medica presso l’Università Cattolica di Roma ed esercita la libera professione come Dermatologo Clinico. Oltre all’attenzione per la Dermatologica classica, da oltre 20 anni, si occupa di anche di Cosmetologia e di Eco-Dermatologia. Insieme a…

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